
Finalmente è arrivata la prima vittoria del 2010! Dieci mesi dopo l'ultima vittoria della nazionale (Novembre 2010) l'Italia torna a vincere. Non nascondo di aver pensato, alla fine del primo tempo, quando l'Estonia vinceva per uno a zero, al mio post sul blog.... avrei scritto " Ho capito che questo blog sulla nazionale porta sfiga e non voglio più commentare le partite di questa squadraccia! Grazie a tutti, addio!". Invece, nella ripresa, tutto si è aggiustato. Certamente l'Italia non è stata fantastica, anzi, ha rischiato anche di subire il raddoppio, ma era importante vincere. I mali del nostro calcio sono comunque sotto gli occhi di tutti. La cosa che noto è che l'Italia è scolastica. Manca l'estro nel calcio italiano. Si dice da anni, manca il giocatore che sappia saltare l'uomo. Io ho sempre notato che, nel nostro paese, c'è un evidente pregiudizio nei confronti dei dribblatori. Tra i telecronisti, gli spettatori, i giornalisti, appena un giocatore sbaglia un dribbling ci si avventa con le solite frasi fatte "Vuole fare tutto da solo" , " deve cercare il compagno" , "Così regala palla agli avversari". Ebbene: il calcio è uno degli sport in cui il possesso palla è più precario, cambia continuamente la squadra che detiene la sfera e questa si perde continuamente per passaggi sbagliati, errori banali, mischie a centrocampo. In questo contesto, la perdita del pallone per un dribbling errato nella metà campo avversaria non dovrebbe essere una tragedia, invece da noi non è così, perchè chi perde palla cercando di saltare l'avversario viene visto come un presuntuoso egoista. Invece bisogna considerare che, vista la maturità tattica delle squadre che si adattano molto rapidamente alla circolazione di palla avversaria, un dribbling riuscito può creare un grande pericolo perchè crea la superiorità numerica che fa saltare gli equilibri difensivi. Un giocatore, potrebbe benissimo pernmettersi di sbagliare due dribbling, se il terzo va a buon fine, perchè il pericolo che creerebbe sarebbe quasi garantito. In Italia c'è invece una grande avversione per chi salta l'uomo... questa creatura ormai mitologica è vista come una minaccia per il sistema di gioco, un elemento sovversivo del "sistema" imposto dal "mister". L'Italia è cresciuta col 4-4-2... da anni è impossibile perchè non abbiamo più "ali". L'ultima l'abbiamo dovuta importare dall'Argentina (Camoranesi), ma abbiamo dovuto accentrarla perchè non avevamo nessuno a sinistra e dovevamo cambiare modulo (4-3-1-2, 4-3-2-1 ecc). Ai mondiali del 2006, per poter giocare col 4-4-2 Lippi dovette schierare Perrotta ala sinistra!!! Se in Italia non esistono più ali, ci sarà un motivo? Perchè non esistono più i Bruno Conti, i Donadoni ecc??? Io credo che questa cultura anti-dribbling tutta italiana ci stia distruggendo, anche perchè ,a mio parere, il dribbling è l'essenza del calcio. Allora, va bene il gioco corale, la circolazione, le sovrapposizioni, ma quando serve, il giocatore deve saltare l'uomo. Torniamo ad insegnarlo il dribbling, altrimenti siamo finiti (anche se, oggi come oggi, nella morte del calcio italiano ci sguazziamo quotidianamente). Prima il calcio italiano funzionava perchè avevamo una difesa d'acciaio e un campione che inventava: ora non abbiamo più nbessuna delle due cosa (solo Cassano ci può salvare, ma prima c'erano Baggio, Del Piero, Totti, Zola, un'altra cosa...).
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